LA PRIMAVERA NERA DELL’AGRICOLTURA ITALIANA

LA PRIMAVERA NERA DELL’AGRICOLTURA ITALIANA

Nei mesi di aprile e maggio in Veneto ed in molte altre Regioni italiane (del Nord, del Centro e del Sud) le condizioni meteorologiche sono state pessime, con freddo, piogge, raffiche di vento e forti escursioni termiche. Questo ha avuto molte ripercussioni per l’agricoltura, causando perdite economiche, essendo molto complicato per le aziende soddisfare gli ordini, in particolare in ambito ortofrutticolo.

A causa degli allagamenti, i produttori veneti per un lungo periodo non sono riusciti ad entrare in campo per fare le semine ed i trapianti, non potendo quindi utilizzare i macchinari che per molte realtà sono necessari per svolgere questi lavori. Ciò ha comportato la perdita di quasi tutto il raccolto delle ciliegie e la drastica riduzione di quello delle albicocche.

Diversi altri prodotti sono stati decimati dal maltempo oppure sono sovra maturati in campo, a causa dell’impossibilità di raccoglierli nei tempi giusti. Il cambiamento climatico è un fenomeno evidente da alcuni anni che colpisce tutti, produttori e semplici consumatori. È poi importante tenere presente che le condizioni meteo non devono essere confuse con le condizioni climatiche. Le basse temperature che si sono registrate in primavera non sono infatti sufficienti per compensare l’ultimo inverno, poco piovoso e caldo.

La speranza è che con l’estate si torni ad una situazione più normale, avendo tuttavia la consapevolezza che ci dovrebbe essere da parte di tutti un maggior impegno per salvaguardare il pianeta e di conseguenza tutelare l’agricoltura.

Mattia Vallerin



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