IL CORSO DI FORMAZIONE SULL’AGRICOLTURA BIOLOGICA E SOCIALE ORGANIZZATO DA COSEPBIO

IL CORSO DI FORMAZIONE SULL’AGRICOLTURA BIOLOGICA E SOCIALE ORGANIZZATO DA COSEPBIO

Lo scorso 25 febbraio è cominciato il corso base di formazione sull’agricoltura biologica e sociale, tenuto da Paolo Sattin, organizzato da Cosepbio assieme al Comune di Vicenza, e rivolto alle fasce deboli della popolazione. Il corso, che ha avuto luogo presso “l’Albergo Cittadino” di Vicenza, si è svolto attraverso 10 lezioni al lunedì della durata di circa cinque ore, ognuna delle quali prevedeva sia una parte teorica sia una pratica. Il corso non era finalizzato solamente a trasmettere conoscenze tecniche ma cercava di essere anche un’occasione per far sviluppare uno spirito di gruppo e nuove relazioni tra le persone che vi partecipavano. Infatti nella prima giornata ad ogni partecipante è stato chiesto di presentarsi e spiegare le sue motivazioni e le sue aspettative. Poi si è cominciato ad entrare nel merito degli argomenti, a partire da un tema generale come quello del funzionamento del pianeta terra, vedendo su questo un documentario di sensibilizzazione sull’insostenibilità dell’attuale modello di sfruttamento delle risorse naturali da parte dell’uomo. A seguire è stata affrontata la questione della progettazione di un orto, a partire dal terreno che si ha a disposizione. Nella seconda giornata è stato spiegato come avviene la formazione del suolo e qual è la sua composizione, e come si deve concretamente procedere per preparare la terra da coltivare. Nella terza giornata è stato descritto il fenomeno della simbiosi tra pianta, funghi e batteri, di cui è importante tener conto per migliorare il terreno. In seguito, lavorando in gruppo, si è iniziato l’allestimento di una serra e, sfruttando un piccolo terreno attiguo all’Albergo Cittadino, si è cominciato a preparare le baulature dell’orto, coltivando la terra e concimandola. Nella quarta giornata all’inizio sono stati illustrati alcuni importanti processi naturali come la germinazione delle piante, la fotosintesi clorofilliana e due tecniche per eliminare le piante infestanti: il sovescio e la falsa semina. Successivamente una parte del gruppo si è occupata della semina dell’orzo per il sovescio e di alcuni legumi nelle baulature che erano state preparate; un’altra parte si è invece occupata della semina di diverse varietà di ortaggi da far crescere in serra. Nella quinta lezione in aula sono stati spiegati il ciclo dell’acqua, i diversi modelli di irrigazione e la tecnica della pacciamatura; nell’orto, invece, sono stati installati i tubi per l’irrigazione goccia a goccia così da poter irrigare il terreno, che è stato preparato per la semina di cereali ed ortaggi. Nella sesta lezione sono stati illustrati gli strumenti di lavoro usati nelle aziende agricole, i tempi della coltivazione, le tipologie di concime, le tecniche di concimazione biologica (i macerati come anti-parassitari e contro le malattie fungine, le “fasce tampone” e i boschetti) e le consociazioni tra ortaggi. In seguito si è proceduto a realizzare il trapianto di alcuni ortaggi nella aiuole dell’orto, considerando la tabella delle consociazioni. Nella settima lezione sono stati esposti i 12 principi della permacultura e la divisione delle piante per famiglia (leguminose, liliacee, brassicacee…). Nell’ottava lezione si è svolto un ulteriore approfondimento sulla permacultura ed è stato affrontato il tema della sicurezza sul lavoro in ambito agricolo. Nella nona lezione sono stati approfonditi alcuni progetti di agricoltura sociale come gli orti promossi dalla Regione Toscana e alcune esperienze di agricoltura urbana come quella che ha preso forma nella città di Detroit. Nella decima lezione, infine, si è trattato il tema delle competenze utili in qualsiasi ambiente di lavoro per avere soddisfazione ed essere in armonia con gli altri: su questo si è promosso un dibattito coinvolgendo tutti i partecipanti al corso e sentendo i loro pareri.

Nel complesso il percorso formativo riepilogato ha avuto come principale finalità trasmettere l’idea che coltivare la terra significa fare qualcosa di utile per l’ambiente e quindi per la società.

Mattia Vallerin



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